
Gentilissimo Leonardo Alimandi,
le scrivo, dopo aver visitato il suo sito, da parte della Galleria Trevisi Accademie, centro artistico e culturale di Treviso. Sono rimasta seriamente colpita dal suo lavoro scultoreo, specialmente dal modo originale e a volte volutamente deformato con cui tratta la figura umana. Opere come "Contro muro", la serie delle modelle, "Metamorfosi", "Tanghera" e quelle della serie astratta dove si riconoscono comunque forme umanoidi, riportano a un'umanità indebolita o in lotta, a un senso di decadenza o al contrario di sfrontatezza che di volta in volta travalica la pura forma e si occupa degli aspetti psicologici più interessanti degli individui. Mi piacerebbe moltissimo conoscerla e riuscire a collaborare insieme a qualche mostra qui nel nostro centro culturale.
Treviso, 24 marzo 2008
Melina Librandi tel.3404644067
Trattato critico di Carolina Lio
"Fuoriluogo"
Appuntamenti fuori dall’habitat[o]
a cura di Chiara Cammarata
Un evento da sperimentare, una proposta, uno spazio. Tutto qua.
L’evento da sperimentare: una serie di piccole mostre a cadenza mensile per due giorni dedicate a due artisti alla volta.
La proposta: uscire al confronto, all’incontro, allo scambio artistico. Usare la curiosità, avvicinarsi, dire e farsi dire. Conoscersi, insomma.
Lo spazio: un laboratorio dove si realizzano lavori di decorazione e ceramiche, un posto di lavoro e non. Il luogo dove nasce il progetto e dove sarà accolto. Non una vetrina su strada, molto di più intimo.
Questa è la mia ipotesi di progetto, ancora in fase di allestimento per tutti i particolari più specifici, ma sostanzialmente questo è il desiderio: dare un impulso allo scambio, all’incontro fra tanti che come me sentono la necessità di sapere di più dell’operare altrui e che cercano nuovi spunti e nuovi occhi per la propria produzione artistica.
Rimane evidente che nel lavoro di ciascuno di noi c’è una necessità diversa sia nell’espressione che nella consapevolezza, anche perché solo pochi di noi vivono della propria arte. Vorrei pensare a questo come punto di partenza indispensabile per un confronto animato e non come limite che porta ostinatamente solo “ciò che è degno di interesse, di stima e di ammirazione in alto anziché a fianco” (M.Perniola – L’arte e la sua ombra – Einaudi, Torino 2000).
Roma, 19 marzo 2005
fuoriliogo è una proposta, uno spazio e una sfida.
La proposta: presentare due artisti, due linguaggi in una sola mostra, ogni mese per soli due giorni, per la durata di un anno.
Lo spazio: un laboratorio di artigiani non una galleria, né una vetrina su strada.
La sfida: un luogo fuori dai circuiti come punto di partenza e non come confine o limite.
STUDIOMIANI
Via G. Miani, 40 ROMA
06/5742574
Email: grachia@tiscali.it
Sito Web: www.fuori-luogo.net
15_16 ott 2005
m.grazia di franco
enrica malvone |
18_19 febb 2006
leonardo alimandi
alberto durante |
17_18 giu 2006
paolo de chiaro
monica russo |
19_20 nov 2005
andrea biavati
sonia cipollati |
18_19 mar 2006
francesca povoledo
elisabetta pizzichetti |
16_17 sett 2006
alicia coe
francesca benigni |
17_18 dic 2005
eva villa
a.maria di scipio |
08_09 apr 2006
stefano bolcato
ennio mostarda |
14_15 ott 2006
guido ricci
francesco barbagallo |
14_15 gen 2006
ute zocher
albino palamara |
13_14 mag 2006
kristien de neve
cristina mancini |
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FUORILUOGO: appuntamenti fuori dell’habita[o] presenta: Leonardo Alimandi
Leonardo Alimandi propone a fuoriluogo un gruppo di scultore tutte lavorate in ceramica, elaborate principalmente per quest’evento tranne una che risale all’anno 2000. Da anni l’artista romano si dedica all’insegnamento delle materie artistiche svolto prima nelle classi degli Istituti superiori, attualmente nella scuola media.
Leonardo si ricava del tempo per lavorare alla ricerca artistica al di là di quelli che sono i suoi impegni professionali ed ha approfondito nel corso degli anni, anche relativamente agli eventi contemporanei, delle tematiche molto diverse.
All’inizio della sua carriera si è concentrato sugli argomenti religiosi metabolizzando alcuni episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento tanto da attualizzarli ai diversi eventi della vita. Poi la sua attenzione si è polarizzata anche sugli aspetti astratti dell’arte, con un interesse che poi ha risolto in una parentesi sperimentale e finalizzata alla ricerca. Da anni ormai affronta il tema del sacro da dove ha tratto molti spunti. Infatti, è quest’ultimo ambito quello in cui Leonardo ha trovato più stimoli e dove ancora continua intensamente la sua ricerca artistica. Dopo aver approfondito più e diversi materiali dal bronzo all’argilla ed avendo sperimentato differenti formati ormai l’artista ha optato per un materiale totalmente gestibile come la ceramica e per una dimensione standard come quella delle opere in mostra.
Ogni opera è concepita da Leonardo come un momento sacro e viene da lui realizzata anche in brevissimo tempo perché l’idea è già in mente e l’artista non si avvale mai di bozzetti preparatori. Leonardo è molto legato al pubblico. La creazione come atto è un momento molto intimo e poco a poco ne sta riscoprendo i valori che il mondo antico ci ha lasciato in eredità. E’ un percorso sempre aperto a nuove indagini, vive di suggestioni e di emozioni che scaturiscono dalla realtà dell’insegnamento, dall’essere padre e dal suo essere artista recettivo al panorama sociale.
Cecilia Cammarata
cecicammarata@terra.es
Leonardo Alimandi divide da molti anni la sua ricerca come scultore con l’insegnamento delle tecniche artistiche nelle scuole medie superiori. Per questo quinto appuntamento di FUORILUOGO propone delle opere in ceramica. Artista con diverse commissioni pubbliche e premi alle spalle non nasconde oggi un certo disinganno per il compromesso fatto tra l’emergenza artistica oggettivata quotidianamente e l’aspetto scolastico. Tra la didattica e il suo percorso estetico c’è però spesso un’empatia, un rimando innegabile. I lavori che presenta sono scaturiti anche in funzione di una memoria collettiva che va coltivata con la dovuta attenzione; La “Madre di Beslan” tragicamente ricorda l’orrore del massacro avvenuto nella città dell’Ossezia.
I lavori di Leonardo Alimandi rievocano la scabra arcaicità plastica del primo Martini. Nelle sue opere è visibile un discorso teologico, un desiderio riflesso di una condizione umana dettato anche da un privato accostamento a temi personali che si riallacciano al sacro, ricordandoci che non siamo fatti solo di dialettiche economiche. Presenza-assenza sembra essere il tema su cui sviluppa la sua poetica. Il lavoro di Alimandi in questi ultimi anni si è sempre più accostato ad una ricerca sulla riapprovazione di un enigma che non è però confinato in un rapporto univoco con le religioni istituzionali; “Diis Manibus” è ad esempio un’opera che circoscrive un desiderio di appartenenza, non necessariamente d’identità, la riapprovazione di una presenza che, come in una Eneide post moderna, riscopre il culto degli antenati, fantasia proiettiva su un passato epico e rigoroso.
Roma, 18 febbraio 2006
Fabio Pinelli
bolchich@inwind.it
La più recente produzione artistica di Leonardo Alimandi, esposta in occasione della mostra “Fuori Luogo”, inaugurata a Roma il 18 febbraio 2006, si distingue per la complessa stratificazione del linguaggio espressivo e per l’ampiezza dei riferimenti culturali che intervengono a schermare e trasfigurare i richiami della memoria.
Il gusto per l’arcaismo e la semplificazione formale sono accentuati da un materiale di antica tradizione la terracotta.
Accanto alla predilezione per il clima sospeso e per gli spazi rarefatti, le sue figure si impongono per forza ed essenzialità plastica e vivono di una calda, carnale vitalità.
Nelle sue sculture non c’è mai un divario tra fatti e sentimenti, alla cronologia della vita corrisponde
quella delle opere.
Più che in passato la sua arte diventa, in questo periodo, espressione religiosa, non tanto come illustrazione diretta, inequivocabile di motivi religiosi, come l’arte cristiana (che fa parte del suo precedente percorso artistico), ma come riflesso dell’opinione che l’arte in sé sia qualcosa di intrinsecamente religioso, come lo era per gli antichi greci.
L’archetipo rappresentato dal suo “San Sebastiano” non è, infatti, di ordine trascendente o devozionale ma risponde ad un’implicazione umana, ad una partecipazione passionale, che fa riferimento ad una sofferenza dell’uomo e al suo destino.
Il valore drammatico ed evocativo della scultura viene espresso attraverso l’impeto e l’esasperazione delle movenze plastiche .
Le opere di questi anni (2000- 2003) vengono intimamente vissute dall’artista. Nei lavori più recenti ( 2005-2006) si accentua un bisogno di genuina liricità. Nella “Madre di Beslan”, assoluto e quotidiano trovano il modo di compenetrarsi, senza confondersi del tutto, in qualcosa di nuovo, senza mai poter fare a meno l’uno dell’altro.
La figura bloccata, preservata, come in un’ invisibile cappa di vetro, riesce a emancipare la propria naturale caducità dai mutamenti del tempo, senza però rinunciare al suo contatto con un tragico evento contemporaneo.
Sempre importante il colore, liquido e trasparente in alcuni punti, occhieggia in altri da ferite aperte, come bruciature inferte alla materia con valore di chiaroscuro.
In “Diis Manibus”, Leonardo Alimandi, utilizza due qualità fondamentali del suo essere scultore: esperienza tecnica e acquisizione di nuovi dati formali.
Nel suo mansueto Olimpo di piccole divinità quotidiane, domestiche, la compostezza e l’eleganza delle due figure rievoca l’iconografia etrusca della “Kline” funebre.
I solchi impressi nella terracotta vengono condotti in modo rituale in simbiosi con la consistenza profonda della materia .
Il tratto teatrale delle sue sculture e la sua propensione ad allestire prosceni, messe in scena potenziali, prende corpo nell’opera “Memento homo”.
Il pathos creato dalla struttura compositiva della scena traduce un moto dell’anima legato al senso di colpa, una colpa metafisica, slegata da un concreto avvenimento, intesa come incapacità di partecipazione e di adeguamento alla realtà.
La scultura appare una sintesi delle arti e nelle sue opere l’artista cerca ora il rapporto con la pittura, con la scelta, in alcuni casi, di un colore anticlassico che si oppone alla neutralità della materia, ora il rapporto con l’architettura, come sede storica della memoria e della identità, implicante la meditazione sul modello che ritorna, perché legittimato dal peso dell’Antico, rielaborato e adattato alle circostanze.
Le sue doti di affabulatore e costruttore di “città invisibili” , confermano che l’arte esplicita è in sé conchiusa. L’arte suggestiva, come quella di Alimandi, è illimitata e profonda quanto può renderla l’immaginazione dello spettatore e degli interlocutori privilegiati dell’artista : i suoi piccoli allievi.
Roma, 18 febbraio 2006
Raffaella Rinaldi
raffaella.rinaldi@studiproarte.it
Premio Quadriennale -
NOBEL DELL’ARTE -
Montecarlo, 29 ottobre 2005
Artista Premiato:
LEONARDO ALIMANDI
Un’Artista che ama esternare le sue deduzioni con infinita creatività, riepilogando la sua sensitiva ed enigmatica dimensione creativa.
Le sue emozioni prendono forma coinvolgendo le nuove atmosfere proiettate oltre i confini della sua realtà, esternando l’interiorità della sua sintesi evocativa.
Prof. Mariarosaria Belgiovine
NOBEL DELL'ARTE 2005
Grande attesa per la consegna del Nobel per le Arti Visive a Montecarlo
C’è atmosfera di grande attesa per l’edizione del Premio Quadriennale NOBEL DELL’ARTE.
La manifestazione si svolgerà nelle sale del Metropole Palace a Montecarlo il prossimo 29 ottobre 2005.
Saranno premiati Artisti segnalati dalla critica per il loro impegno e per la loro attività espositiva.
Artisti valutati da critici, galleristi ed editori d’arte presenteranno ancora una volta le loro opere a Montecarlo durante la giornata di premiazione.
Le opere saranno commentate in sala dai critici presenti, mentre all’artista sarà consegnato il trofeo Premio Nobel con diploma e motivazione critica scritta.
Alla cerimonia prenderanno parte:
dottor Giorgio Falossi, prof. Mariarosaria Belgiovine, prof. Francesco Chetta, prof.Gerard Argelier, prof. Alfredo Pasolino, dott. Elena Cicchetti.
Hotel Metropole Montecarlo
..
Place du Casino Montecarlo

Nella Reggia Vanvitelliana di Caserta la prima
Biennale delle Arti dell' Unità d'Italia
Caserta 12-26 dicembre 2004
La fase di ristagno dell'Arte Nazionale cerca di trovare nuova linfa e nuovo impulso nelle sale della Reggia Vanvitelliana di Caserta. La prima Biennale delle Arti dell'Unità d'Italia sarà inaugurata il giorno 12 Dicembre alle ore 17.00 presso il Teatro di Corte alla presenza di noti rappresentanti del mondo artistico italiano nonché del mondo politico-istituzionale. L'iniziativa, dovuta al sodalizio tra Paolo Feroce e Roberto Ronca del “Centro d'Arti Visive Area51” di Teano, vedrà la partecipazione, tra gli altri, dello “Studio F.22”; della Galleria di Arte e Design “Gard” di Roma; della Galleria d'Arte l'Alfiere di Torino; della Associazione Culturale “Soqquadro” di Roma; della HoldenArt di Torino.
Nella Sala Bianca sarà allestita un'Antologica di Mario Schifano, a cura del Prof. Gian Carlo Iosimi, mentre, nelle 40 Sale del Museo dell'Opera e del Territorio della Reggia di Caserta, arricchite con i cimeli storici dei Borbone, saranno esposte opere rappresentative delle giovani realtà artistiche nazionali per la pittura, la scultura, la fotografia, le installazioni e l' arte digitale. Qui troveranno spazio, inoltre, le opere di grandi Maestri del ‘900 e collezioni private, nelle quali figurano opere di Balla, Festa, Ceccobelli, Angeli, Scanavino, Sughi, Caporossi, Dorazio, Perilli.
Non poteva mancare la performance di otto artisti dedicata al lancio mondiale del set dei colori per l'encausto brevettato dalla “Ferrario Color”.
Completa l'esposizione la Collezione della Biennale, composta da opere di grandi Maestri nazionali ed internazionali, tra cui Bachis, Benetton, Buttò, Cascella, Costalonga, Donzelli, Lenner, Manera, Patroni Griffi, Soulè, Tornquist.
La Biennale, visitabile dal 12 al 26 dicembre 2004 , prevede concerti dell'Associazione Musicale Iervolino a cura del maestro Antonino Cascio ed un Recital della pianista belga Marie Angel Thomàs .
E' previsto, nella primavera del 2005, nel Teatro di Corte, un Seminario - Spettacolo dal titolo “Atteone a Caserta”, creato espressamente per l'occasione dalla “HoldenArt – Percorsi Narrativi” di Torino . Interverranno l'esperta di giardini Renata Lodari; l'attrice teatrale Lucilla Giagnoni; lo scrittore, saggista e traduttore Luca Scarlini ed il curatore del Guggenheim di Venezia Luca Massimo Barbero.
Presenzieranno all'inaugurazione, quali sostenitori della Biennale, Giovanna Petrenga, Soprintendente BB.AA.AA di Caserta; Maria Cristina Guidotti, Soprintendente del Museo Egizio di Torino; Elvira D'Amicone, Direttrice Museo Archeologico di Firenze; Ermanno Corsi, Presidente Ordine Regionale dei Giornalisti; Luigi Falco, Sindaco di Caserta; Riccardo Ventre, Presidente della Provincia di Caserta e membro del Parlamento Europeo; Raffaele Picierno, Sindaco di Teano; Gianluigi Santillo, Sindaco di San Potito Sannitico; Andrea De Liberis; Amedeo Tarsia in Curia, Vice Presidente del Touring Club Italiano; Davide Tizzano, campione olimpionico di canottaggio; gli onorevoli Nicola Cosentino, Mario Landolfi, Clemente Mastella, Pietropaolo Ferraiuolo.
Per informazioni e prenotazioni visite guidate: www.biennaleitalia.it – 0823.658081 – 347.6229356
L'Ufficio Stampa Cell. 330.350501
PREMIATI 100 ARTISTI AL TROFEO DEI DOGI 2004
Si e' conclusa sabato 7 febbraio la premiazione degli Artisti selezionati al Trofeo dei Dogi 2004, nella sala Cassiopea dell'Hotel Cenobio dei Dogi di Camogli.
Sono intervenuti tutti i componenti della Commissione critica di Euro Art Expò, ospite il dottor Italo Manucci, vicesindaco di Camogli.
Gli Artisti presenti hanno portato una loro opera che è stata esposta in sala per la durata della premiazione.
Il prof. Alfredo Pasolino ha commentato le opere di ogni artista in diretta, elogiandone i contenuti tecnici e creativi, mentre l'artista riceveva la sua targa ed il diploma.
La presenza del vicesindaco dottor Italo Mannucci ha reso la giornata di premiazione significativa per quanto concerne la partecipazione della autorità comunali ad eventi culturali.



Il dottor Mannucci ha presenziato per tutta la durata della premiazione, consegnando personalmente targhe e diplomi agli artisti premiati.
Al dottor Mannucci sono state consegnate due litografie dell'artista François Larné, un originale creazione con fumo di candela su ceramica, realizzata in estemporanea dall'artista Tullio Grassi, e per finire il bozzetto di una scultura di Pino Carcelli.

Alcuni artisti hanno inoltre ricevuto premi aggiuntivi per partecipare a mostre organizzate in Italia e all'estero.
Ed ecco i nomi degli artisti premiati con il Trofeo dei Dogi a Camogli:
Adelaide, Alimandi, Amoia, Anziani, Arezzi, Arrigucci, Aulino, Barbujani, Barletta, Basti, Feltrami, Benedetti, Biondi, Borgalli, Boscardin, Bruni, Burger Fagiani, Campanaro, Capone, Carcelli, Carducci, Conversano, Cataldi, Cella, Cicchetti, Contarino, Coppolino, Cordero, Costigliola, Cota, Danieli, de Buysscher, de Matteis, De Vuono, Di Carlo, Di Tonno, Farace, Fera, Fioravante, Fonti Forestiere, FRank, Giorgio, Gonano, Grassi, Grossom Guaschino, Katzarska, Larne', Lazzarato, Loffredo, Lo monaco, Luna, Macò, Marchio, Mariani, Massimo, Marino, Masoli, Mazzetti, Mazzullo, Melchioretto, Melis, Monti, Moretti, Moro Visalli, Murrone, Niceta, Nitti René, Obertino, Parkinson, Pasquinelli, Pellerano, Pertichini, Pignatti, Poerio, Porpora, Prandi, Raffaldi, Riva, Rizzello, Rossetti, Rossi, Ruberto, Ruggieri, Sacripante, Saitta, Sardo, Sblendorio, Scoli, Secondini, Serrao, Solinas, Tornese, Vasile, Vecchi, Ventura, Verdecchia, Versetti, Vignolo, Volpi, Zinzanella.
www.newartpromotion.it
Leonardo Alimandi privilegiato dalla filosofia del Duende dà anima alla materia con un gesto dinamico e sensuale.
Testo critico di Mehran Zelli ESPERIENZE D'ARTE alla Torretta Valadier di Ponte Milvio
A PORTOVENERE SABATO 29 NOVEMBRE LA CERIMONIA DELLA CONSEGNA DEL PREMIO ART COLLECTION 2003
Nella stupenda cornice di Portovenere, accolti dal meraviglioso Grand Hotel di Portovenere, Artisti provenienti da ogni parte d’Italia si sono dati appuntamento per assistere alla cerimonia di premiazione a loro dedicata.
Ad accoglierli, il comitato critico di New Art Promotion al completo, composto da Francesco Chetta, Alfredo Pasolino, Gerard Argelier, Mariarosaria Belgiovine, Jean Jacques Segall.
Inoltre è giunto ospite graditissimo il sindaco di Portovenere, dottor Gianfranco della Croce, che ha assistito a tutta la manifestazione protrattasi per circa due ore.
Il dottor Della Croce si è mostrato entusiasta della cerimonia, ed ha commentato in modo favorevole la presenza degli artisti premiati a Portovenere, poiché lui stesso come primo cittadino, è acceso sostenitore dell’arte in tutte le sue forme.
Mariarosaria Belgiovine ha definito “l’intera città di Portovenere un’opera d’arte naturale, un connubio fra mare e monti che si sposa perfettamente traducendo emozioni e sensazioni davvero molto forti, specialmente se si osserva la città dall’alto, percorrendo le sue suggestive passeggiate che si snodano fra i vicoli costeggiati dalle tipiche abitazioni del luogo.
La musica del mare accompagna la vita lavorativa quotidiana di questi abitanti, che hanno la fortuna di vivere a stretto contatto della natura nella sua espressione più pura e significativa.
Insomma, a Portovenere non si può andar via senza la promessa di ritornarci...”

Panoramica delle 5 terre
E così per i numerosi artisti ed accompagnatori che hanno visitato per la prima volta Portovenere, è stato un suggestivo motivo d’incontro, accolti dalla graziosa ospitalità della gente e delle strutture alberghiere del luogo.
La premiazione ha avuto luogo sabato 29 novembre, nelle sale del Grand Hotel di Portovenere; ogni artista premiato ha presentato una sua opera, per la quale è stata assegnata una motivazione critica del prof. Gerard Argelier.
Anche il prof. Pasolino ha voluto aggiungere un breve commento critico alle opere premiate, esauriente e competente come sempre.
La direzione di New Art Promotion ha voluto omaggiare la presenza del sindaco di Portovenere con il dono di un’opera d’arte, da parte del prof. Francesco Chetta.
Anche uno degli artisti premiati, lo scultore Pino Carcelli di Berceto (Pr), ha deciso di sua iniziativa di fare omaggio al sindaco di una sua scultura dal titolo Le sorgenti della Vita, motivando la sua decisione per la profonda ammirazione che ha suscitato la presenza del sindaco ed i suoi discorsi sull’arte e l’ospitalità.
Gli Artisti premiati hanno ricevuto una targa con il proprio nome ed il diploma, che attesta l’assegnazione del Premio Art Collection 2003 Grandi Firme dell’Arte Contemporanea 2003.

Commissione New Art Promotion
Il comitato critico di New Art Promotion rinnova il suo ringraziamento alla città di Portovenere ed in particolare:
Dott. Della Croce, Sindaco di Portovenere
Dott. Monti, direttore del "Grand Hotel di Portovenere"

Ingresso Grand Hotel
Si rigraziano inoltre le autorità della città di Nizza (Francia) per la preziosa collaborazione, ed in particolare il prof. Gerard Argelier ed il Dott. Jean Jacques Segall.
Pubblichiamo i nomi degli Artisti che hanno ricevuto il Premio
Art Collection 2003:
Aglieri Rinella Antonia, Leonardo Alimandi, Katia Amabili, Rosanna Andreoli, Simone Arrigucci, Omero Benedetti, Dayana Bonetti, Anna Borgarelli, Franco Brighenti, Lidia Gangemi, Mary Canobbio, Maria Capone, Pino Carcelli, Maria Francesca Catola, Rosanna Cecchet, Remo Cenciarelli, Alba Centoni, Dino Cerisola, Carmine Conversano, Aldo Corsero, Aldo Damato, Gino Danieli, Antonella Davoli, Sandro De Angelis, Domenico De Bellis, Monique De Bysscher, Giuseppe De Florio, Donata De Matteis, Silvan Dell’Anna, Antonietta Di Carlo, Adriana di Martino, Emanuela Fera, Maria Fioravante, Carlo Geron, Juan Arias Gonano, Tullio Grassi, Ciro Grosso, Rita Guido, Luis Guitierrez, Lucia Dharma Iannilli, Patrizia Iannone, Thea Inclimona, Raffaele Izzo, “Goska” , Arianna Jonghi, Maria Vittoria Lanari, Lorenzo Lantschner, Antonio Larsimont, Fausto Lordi, Lionello Mandorino, Luisa Marangon, Marialuisa Marchesi Holjar, Elisa Martinetti, Enrico Martinetti, Mario Masoli, Mauro Massei, Massimo Mariani, Aldo Maurina, Filomena Melis, Sergio Merghetti, Ammonio Merra, Donatella Mineo, Lino Minneci, Saverio Montesarchio, N.D. Angileri Eid Vita “Annavita”, Venanzina Nespeca, Niceta “Lilia” Liliana, Nitti Rocca Renè, Davide Pacini, Carmen Palladino, Maria Eliana Parente, Fernanda Pignatti, Maria Piratino, Grazia Porro, Mansueto Luciano Prandi, Piero Rasero, Giuseppe Rini, Salvatore Rivela, Mariella Romano, Alessandra Rossetti, Adalberto Rossi “Rush”, Nicola Ruberto, Renata Ruggieri, Giovanna Sacripante, Rita Saitto, Francesco Savino, Ernesto Schiano, Claudio Secondini, Nazario Serra, Franco Serrao, Paola Silvestri, Paola Silvestrini, Anna Lia Spagnoli, Roby Sperber, Filomena Stilla, Anna Maria Valgimigli, Vincenzo Vento, Roberto Verdecchia, Vittorio Zani, Mario Zarini, Antonio Zinzanella, Stefania Zupi.
LA NAZIONE ::
Martedi 16 dicembre 2003
" II ricorso a materiali eterocliti costituisce la caratteristica della ricerca artistica di Alimandi. Gli oggetti, recuperati dalla realtà quotidiana e sottratti al loro fine abituale, vengono aggregati con geometrie di semplicità duchampiana. Alimandi compone con essi i frammenti di una realta vissuta ordinati con una nuova funzione socratica: aforismi di un viaggio nell'inconscio. La gomma della bicicletta ed il suo pneumatico diventano cosi amplificatori di suoni interiori ".
PREMIO ART COLLECTION 2003
Portovenere - 29 Novembre 2003
Comunicato
stampa
Dopo il grande successo
di Noli
° un centinaio di artisti provenienti da tutta Italia
e dall'estero hanno aderito con grande entusiasmo e prontezza
all'iniziativa
° 2/3 mila visitatori in un mese di esposizione.
° 900 visitatori del sito della galleria www.noliarte.it
dove è possibile vedere una panoramica della mostra.
° Ampi consensi di pubblico e di critica
100 ARTISTI Per La PACE Va a Roma!!!
Una selezione di "100 artisti per la pace" verrà
esposta a nello Show Room Giuliano Ottaviani in via Laurina,
18 - Roma. Dal 5 al 18 marzo. La galleria sarà aperta
tutti i giorni, tranne la domenica, dalle 16 alle 19.30
e martedi e venerdi dalle 11 alle 13.
Concorso / evento organizzato dalla galleria NOLI ARTE in
collaborazione con l'Associazione Culturale Eclettica.
Un modo per dire no alla guerra sempre più vicina e
dimostrare il desiderio di pace e giustizia nel mondo.
Noli 8 febbraio
2003
SANTO NALBONE
A Noli Cento
artisti espongono in difesa della pace
E'stata organizzata in
poco meno di un mese ma ha riscosso un immediato interesse
e partecipazione da parte di artisti affermati e di giovani
alla prima esperienza che hanno risposto con entusiasmo alla
proposta di esporre le proprie opere in una mostra a sostegno
della pace e contro la guerra. "100 Artisti per la pace"
è il titolo della mostra-concorso, allestita nella
galleria "NoliArte" in via Portici della Repubblica11,
a Noli ed organizzata da Santo Nalbone, titolare della neonata
galleria. L'esposizione, inaugurata lo scorso sabato 1 febbraio
con il patrocinio del comune di Noli, è già
stata visitata da oltre mille persone. Le opere esposte sono
arrivate da tutta Italia ed alcune anche dall'estero. Le tecniche
utilizzate dagli artisti sono varie,dall'olio su tela alla
tempera,dalla lavorazione su legno a quella su vetro ma unico
è il messaggio che arriva al
visitatore: un chiaro dissenso alle atrocità ed ai
terrori della guerra che emerge chiaramente dagli occhi di
un bambino impaurito tenuto stretto tra le braccia del papà
ma terrorizzato dalla canna di un fucile impugnato da un soldato,
dipinto su tela. E non meno significativa la colomba che tenta
di ritrovare la libertà uscendo dalla fitta maglia
di una rete metallica, dipinta da De Paoli di Savona o dall'esplosione
di colori che caratterizza l'opera della giovanissima Mara
Peloso anch'essa savonese. All'iniziativa ha partecipato anche
la scuola elementare di Noli che ha realizzato l'albero della
pace. La mostra, visitabile tutti i giorni dalle ore 15 alle
18 fino al 28 febbraio a Noli, dal 1 al 15marzo si trasferirà
a Roma in via Laurina, presso la sede dell'associazione culturale"Eccletica".
"Stiamo trattando anche con la città di Torino
la possibilità di esporre una selezione delle opere
anche nel capoluogo piemontese - dice con soddisfazione Santo
Nalbone -Sono davvero molto contento della risposta corale
ricevuta dagli artisti ma soprattutto dai tanti giovani che,
alcuni alla prima esperienza, hanno realizzato un'opera appositamente
per questo evento. E' stato proprio questo manifestato desiderio
di esprimersi a favore della pace a commuovermi maggiormente
ed a convincermi che la mostra non poteva chiudersi in un
mese ma doveva portare il messaggio di pace nel maggior numero
di località possibile". Il pubblico può
esprimere il suo voto a favore di tre opere preferite tramite
una tessera apposita consegnata al termine della visita. L'artista
autore dell'opera vincitrice avrà diritto ad esporre
i propri lavori per due settimane nella galleria Noli Arte.
L'intera mostra è visitabile anche sul sito internet
www.noliarte.it, visitato in appena quattro giorni da oltre
quattrocento "internauti". Gli artisti provengono
da ogni parte d'Italia, ma anche dalla Francia, dall'Olanda.
Tra i savonesi già noti, ci sono Rosanna La Spesa e
Pietro De Paoli, ma anche altri. La mostra è aperta
tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle15 alle 18. La galleria
è in via Portici della Repubblica, 11.
Silvia Andreetto
IL SECOLO XIX
Martedì 11 Febbraio 2003
ALBA
Alla Galleria Alba, corso
Porta Po 82/a, oggi alle ore 17 si inaugura la mostra di pittura,
grafica e fotografica Parallelismi convergenti..
LA NUOVA FERRARA
Sabato 22 Giugno 2002
Parallelismi
artistici
Alla galleria darte
moderna Alba in corso Porta Po 82 si apre alle
17 una mostra di pittura, scultura, grafica e fotografica
intitolata: Parallelismi convergenti. Partecipano
artisti di varie nazionalità europee che mettono a
confronto le diverse tecniche e correnti.
IL RESTO DEL
CARLINO
Sabato 22 Giugno 2002
Successo
per la scultura del '900
Guglielmo Giovagnoni
Lo scorso 20 ottobre, alla presenza del Sindaco di Perugia
Renato Locchi, dell'Assessore alla Cultura Anna Calabro, del
vice Presidente del Consiglio Comunale Paolo Orsini Federici,
del Direttore dell'Accademia di Belle Arti di Perugia Edgardo
Abbozzo, di docenti universitari, di artisti e varie personalità
oltre numerosi soci dell'Associazione Culturale "L.Bonazzi",
è stata presentata la mostra "Simboli ed opere
scultoree di artisti del '900 umbro". Ideatore ed organizzatore
della serata è stato il Maestro Franco Venanti e il
luogo, il giardino adiacente la sua abitazione curato dalla
moglie Zaira. Il giardino a terrazza, così come può
essere concepito in una delle ripide zone della nostra città,
con gli alberi, le siepi, i rampicanti, i fiori che l'attardata
stagione quasi estiva rende ancora più rigogliosi,
i vialetti che lo collegano all'abitazione del Maestro, i
capitelli ed altri reperti sembrano far rivivere quei paesaggi
che solitamente il tempo in cui viviamo non concederebbe se
le abili cure di Zaira non si prodigassero. Lungo i sentieri,
tra i cespugli che fanno da cornice, si possono ammirare numerose
opere scultoree di artisti del '900 umbro: Edgardo Abbozzo,
Leonardo Alimandi, Massimo Arzilli, Carla Berti, Angelo Biscarini,
Artemio Giovagnoni, Sauro Malfagia, Daniele Mancini, Venusto
Mignini, Gracco Mosci, Bruno Orfei, Giancarlo Santi, Pilade
Trabalza, Franco Venanti. Introducendo la serata, il critico
d'arte Eugenio Gianni ha passato in rassegna le opere e gli
artisti, ha rivolto plauso all'iniziativa di Franco e Zaira
Venanti in quanto lo scopo non è solo di raccogliere
ma di tramandare ai posteri le opere che gli artisti hanno
lasciato nel tempo. Un esempio di questo esiste solo in Toscana
con i1 "Giardino di Spoerri" situato nei pressi
di Arcidosso (GR). Poi la dottoressa Alessandra Migliorati
ha sollecitato le istituzioni ad una maggiore attenzione per
favorire l'accesso ai giovani al mondo dell'arte. Quindi il
dr. Giuseppe Soderi si è cimentato nella ricerca del
valore simbolico di "quelle formelle e pietre sapientemente
collocate" nella parete esterna della casa di Franco
Venanti che egli definisce "personaggio unico ed imprevedibile
che affascina e sconcerta", dando ad esse un significato
iniziatico di elevazione spirituale (es. i cherubini, l'aquila,
Petaso,la rosa, il leone, il triangolo equilatero quale simbolo
di una divinità universale...). Il Sindaco Renato Locchi
prendendo la parola, si è mostrato molto compiaciuto
dell'iniziativa di Venanti e ha esposto i progetti dell'Amministrazione
Comunale nel campo della Cultura nel prossimo futuro dalla
grande mostra delle opere del Perugino alle altre iniziative
di minore dimensione tese a favorire e a diffondere la cultura
e l'arte classica e contemporanea della nostra città.
Il maestro Venanti ha quindi ringraziato il Sindaco, le autorità presenti e tutti gli intervenuti invitandoli ad un assiduo
dialogo tramite incontri frequenti su arie tematiche di interesse
generale.
LA RAPUBBLICA
CULTURA & SPETTACOLI
Venerdì 26 ottobre 2001
Mostra
ideata e realizzata da Venanti
Simboli e opere scultoree
di artisti del novecento umbro
PERUGIA ? Presenti il sindaco di Perugia Renato Locchi, l'assessore
alla cultura Anna Calabro, gli artisti e rappresentanti del
mondo universitario, e varie personalità, oltre che
numerosi soci dell'associazione culturale "L. Bonazzi",
sabato scorso è stata presentata la mostra: "Simboli
ed opere scultoree di artisti dei novecento umbro". ?
Ideatore ed organizzatore della serata è stato il maestro
Franco Venanti. L'iniziativa si è svolta nel giardino
adiacente la sua abitazione curato sapientemente dalla moglie
Zaira. Nel giardino, fondendosi perfettamente con l'ambiente
si potevano ammirare le opere di: Edgardo Abbozzo, Leonardo
Alimandi, Massimo Arzilli, Carla Berti, Angelo Biscarini,
Artemio Giovagnoni, Sauro Malfagia, Daniele Mancini, Venusto
Mignini, Gracco Mosci, Bruno Orfei, Giancarlo Santi, Pilade
Trabalza e ovviamente del padrone di casa. La serata è
stata introdotta dal critico Eugenio Gianni che ha plaudito
all'iniziativa unica nel suo genere salvo un analogo caso
in Toscana con il giardino degli Spoerri. Il dottor Giuseppe
Soderi ha interpretato i1 messaggio delle formelle collocate
nella parete esterna della villa di Venanti, dando ad esse
un significato iniziatico di elevazione spirituale (i Cherubini,
l'Aquila, la Rosacroce, il Leone, Pegaso, il Triangolo equilatero
simbolo della divinità universale).
Il sindaco Renato Lacchi si è compiaciuto con Venanti
per l'iniziativa apprezzandone la finalità di mettere
in luce la cultura e l'opera degli artisti umbri, tutto ciò in piena sintonia con la politica culturale del comune di
Perugia.
CORRIERE
UMBRIA
Giovedì 25 ottobre 2001
Promossa
da pubblico e istituzioni la mostra dell' Associazione culturale
perugina "L. Bonazzi"

L'associazione
Luigi Bonazzi e la scultura del `900 umbro
Sabato 20 ottobre l'Associazione
culturale Luigi Bonazzi presenta un avvenimento di sicuro
interesse artistico e culturale infatti alle ore 16,30 in
via XX settembre 16, nel giardino della casa del presidente
del sodalizio culturale, il pittore Fianco Venanti, viene
inaugurata una mostra di "Simboli ed opere scultoree
di artisti del''900 umbro".
La rassegna che sarà presentata da Eugenio Gianni e
Giuseppe Soderi, presenta una parte di quella importante ed
imponente raccolta di opere d'arte che Franco Venanti, anche
appassionato e competente collezionista, ha raccolto sino
ad oggi un po' ovunque. La mostra che è suggestivamente
collocata nel giardino di casa Venanti propone opere scultoree
dello stesso Franco Venanti e quindi di Edgardo Abbozzo, Sauto
Malfagia, Massimo Arzilli, Giancarlo Santi, Bruno Orfei, Artemio
Giovagnoni, Angelo Biscarini, Carla Berti, Leonardo Alimandi
e Mosci, insomma quanto di meglio l'arte plastica ha prodotto
in Umbria nel corso del secolo appena passato.
IL GIORNALE
DELL'UMBRIA
Mercoledi 17 ottobre 2001
" Non
c'è nota un'esaustiva ricognizione sulla scultura del
Novecento in Umbria. Il nome degli artisti che si sono susseguiti,
al di là di alcuni richiami, sembrano essersi dileguati
anche dalla memoria. Eppure, considerando il frutto delle
loro fatiche, rappresentano un panorama di grazia e di sapienza
che pochi (e non sempre "addetti ai lavori") riescono
ad apprezzare ancora oggi. E il caso di Zaira, che nel suo
giardino perugino, conosciuto dagli amici e da quanti ruotano
attorno alla casa del maestro Venanti, hanno potuto ammirare.
Un giardino come non altri, se si pensa che lo scopo non è solo di raccogliere ma di tramandare ai posteri le opere che
artisti di rilievo hanno lasciato nel tempo.
La volontà di portare alla luce tale materiale, che
ha rappresentato e rappresenta un momento di grande impegno,
è degna di apprezzamento e anche di esempio. Meriterebbe,
infatti, una perlustrazione accurata in ogni ambito per catalogare
ed offrire ad un pubblico attento il risultato o i segnali
che hanno motivato la ricerca e forse anche per capire le
ragioni per cui si è passati dalla Figurazione al Cubismo,
al Surrealismo, all'Astrattismo, all'informale, ecc. I nomi
che invitano ad una corretta valutazione, a dire il vero,
non sono poi poco noti, e ci riferiamo a Biscarini, Mosci,
Giovagnoni, Venanti, Orfei, Abbozzo, Trabalza e tanti altri,
più o meno giovani, che hanno voluto offrire il loro
apporto.
Come si è accennato, sarebbe auspicabile un'adeguata
ricognizione dèlla scultura in Umbria che, per ovvie
ragioni, lasciamo a quanti sino ad oggi se ne sono occupati
più da vicino. Per quanto ci riguarda, preme rilevare
l'errore di lasciare al declino l'opera di artisti che meritano
un serio interesse conoscitivo, indipendentemente dalla scelta
di rimanere legati alla tradizione o di seguire il muoversi
degli eventi.
Parlare oggi di realismo, come nel caso della scultura di
Mignini, o di figurazione, alla quale possono ricondursi Biscarini,
Giovagnoni e lo stesso Venanti, ecc. può sembrare anacronistico,
fuori d'ogni interesse, almeno da parte dei più giovani.
E' tuttavia educativo e corretto, dal punto di vista critico,
far presente che nulla è possibile "creare"
veramente di "originale", di utile e di comprensibile
se non ci si pone in posizione dialettica col passato o se
non s'individuano radici storiche. Si può rifiutare
la storia o parte di essa, se si vuole, ma non la si può
disconoscere. Quello che, ad esempio, le poetiche visuali
del Novecento hanno proposto, vale a dire l'azzeramento di
"senso" del linguaggio, non rappresenta di per sé
una visione utopica, poiché l'esigenza di un linguaggio
nuovo è sempre stato un problema degli artisti di sempre.
Rivedere o ripercorrere le strade dell'arte non vuol dire
necessariamente accogliere le istanze del passato, ma più
semplicemente rendersi conto di quanto è stato prodotto
e rimuoverlo dalle incrostazioni ideologiche. Qui non è
possibile entrare nei meriti di una disquisizione sull'arte
del momento, ma ci permettiamo di far presente che una mentalità
dinamica come quella di un giovane "informatizzato"
può competere con quella del passato, ma rischia di
non avere humus sufficiente. In altri termini, una cultura
"contemporanea" non è tale solo perché
si propone la formazione di nuovi linguaggi ma anche perché
si muove all'interno di un passato posto sempre in discussione.
Ovviamente, tutto si può rigettare, ma questo non giustifica
alcuna innovazione in nome della libera creatività artistica.
Ebbene, seguendo un itinerario facilmente ipotizzabile nel
giardino di Zaira, i personaggi che vengono ad occupare immediatamente
i pensieri sono diversi; tutti di rilievo. D'altronde non
sarebbe possibile ipotizzare diversamente, considerata la
logica critica per la quale Venanti accoglie le opere nel
.giardino della moglie. Un esempio, questo, che solo in Toscana
se ne ha uguali, e precisamente il Giardino di Spoerri, situato
nei pressi di Arcidosso (GR), riccamente pubblicizzato dalla
Regione Toscana. Le differenze, chiaramente, sono tante, a
partire dal numero di artisti e di visitatori, ma anche di
scelta: rappresentanti delle ultime tendenze quelli di Spoerri,
di collegamento tra passato e presente quelli di Zaira. Nei
due casi prevale sempre la medesima passione per l'arte. Peccato,
però, che la Regione Umbria non manifesti il medesimo
interesse della Regione Toscana. Peccato veramente!
Sulla strada del rinnovamento sironiano si muove Gracco Mosci.
I bassorilievi trovano nella figurazione arcaica mediterranea
sia omogeneità tematiche sia formali. Eccolo, perciò,
a modulare lo spazio con una serie di personaggi a cavallo
(Cavalieri) e a realizzare la strutturazione dei piani non
con l'ausilio della prospettiva ma con la loro sovrapposizione.
Quanto Mosci realizza è già nel programma di
rinnovamento che, a partire dalla proposta espressionista
degli artisti
Al di là della presenza di personaggi come Venusto
Mignini che, come abbiamo riferito, rimanda alla compostezza
formale della scultura classica (Ritratti) e di alcuni ignoti
della scuola umbra fine Ottocento - primo Novecento (Ritratto,
Bozzetto per un monumento, ecc.), crediamo utile richiamare
l'attenzione sull'opera di due romani: Leonardo Alimandi e
Carla Berti. Il primo non può che ricordare l'improvvisazione
plastica di Martini, ma anche il repertorio di rimandi storici
e morfologici, che trova nel neoespressionismo una valida
conferma (Dormiente). Della seconda, invece, colpisce il modellato
(Metamorfosi 2000), che Sestili definisce "scabro".
ma di raffinata sensibilità, tanto da far vibrare -
da espressioni di dolente sfinitezza - luci ed ombre
"
Eugenio
Giannì
INCONTRI NEL GIARDINO DI ZAIRA
Perugia, 11 settembre 2001