Gentilissimo Leonardo Alimandi,
le scrivo, dopo aver visitato il suo sito, da parte della Galleria Trevisi Accademie, centro artistico e culturale di Treviso. Sono rimasta seriamente colpita dal suo lavoro scultoreo, specialmente dal modo originale e a volte volutamente deformato con cui tratta la figura umana. Opere come "Contro muro", la serie delle modelle, "Metamorfosi", "Tanghera" e quelle della serie astratta dove si riconoscono comunque forme umanoidi, riportano a un'umanità indebolita o in lotta, a un senso di decadenza o al contrario di sfrontatezza che di volta in volta travalica la pura forma e si occupa degli aspetti psicologici più interessanti degli individui. Mi piacerebbe moltissimo conoscerla e riuscire a collaborare insieme a qualche mostra qui nel nostro centro culturale.

Treviso, 24 marzo 2008
Melina Librandi tel.3404644067
Trattato critico di Carolina Lio

"Fuoriluogo" Appuntamenti fuori dall’habitat[o] a cura di Chiara Cammarata

Un evento da sperimentare, una proposta, uno spazio. Tutto qua.
L’evento da sperimentare: una serie di piccole mostre a cadenza mensile per due giorni dedicate a due artisti alla volta.
La proposta: uscire al confronto, all’incontro, allo scambio artistico. Usare la curiosità, avvicinarsi, dire e farsi dire. Conoscersi, insomma.
Lo spazio: un laboratorio dove si realizzano lavori di decorazione e ceramiche, un posto di lavoro e non. Il luogo dove nasce il progetto e dove sarà accolto. Non una vetrina su strada, molto di più intimo.
Questa è la mia ipotesi di progetto, ancora in fase di allestimento per tutti i particolari più specifici, ma sostanzialmente questo è il desiderio: dare un impulso allo scambio, all’incontro fra tanti che come me sentono la necessità di sapere di più dell’operare altrui e che cercano nuovi spunti e nuovi occhi per la propria produzione artistica.
Rimane evidente che nel lavoro di ciascuno di noi c’è una necessità diversa sia nell’espressione che nella consapevolezza, anche perché solo pochi di noi vivono della propria arte. Vorrei pensare a questo come punto di partenza indispensabile per un confronto animato e non come limite che porta ostinatamente solo “ciò che è degno di interesse, di stima e di ammirazione in alto anziché a fianco” (M.Perniola – L’arte e la sua ombra – Einaudi, Torino 2000).
                                                                                                                      Roma, 19 marzo 2005
fuoriliogo è una proposta, uno spazio e una sfida.
La proposta: presentare due artisti, due linguaggi in una sola mostra, ogni mese per soli due giorni, per la durata di un anno.
Lo spazio: un laboratorio di artigiani non una galleria, né una vetrina su strada.
La sfida: un luogo fuori dai circuiti come punto di partenza e non come confine o limite.

STUDIOMIANI
Via G. Miani, 40 ROMA
06/5742574
Email: grachia@tiscali.it
Sito Web: www.fuori-luogo.net

15_16 ott 2005
m.grazia di franco
enrica malvone

18_19 febb 2006
leonardo alimandi
alberto durante

17_18 giu 2006
paolo de chiaro
monica russo

19_20 nov 2005
andrea biavati
sonia cipollati

18_19 mar 2006
francesca povoledo
elisabetta pizzichetti

16_17 sett 2006
alicia coe
francesca benigni

17_18 dic 2005
eva villa
a.maria di scipio

08_09 apr 2006
stefano bolcato
ennio mostarda

14_15 ott 2006
guido ricci
francesco barbagallo

14_15 gen 2006
ute zocher
albino palamara

13_14 mag 2006
kristien de neve
cristina mancini

 

 

 

FUORILUOGO: appuntamenti fuori dell’habita[o] presenta: Leonardo Alimandi

Leonardo Alimandi propone a fuoriluogo un gruppo di scultore tutte lavorate in ceramica, elaborate principalmente per quest’evento tranne una che risale all’anno 2000. Da anni l’artista romano si dedica all’insegnamento delle materie artistiche svolto prima nelle classi degli Istituti superiori, attualmente nella scuola media.
Leonardo si ricava del tempo per lavorare alla ricerca artistica al di là di quelli che sono i suoi impegni professionali ed ha approfondito nel corso degli anni, anche relativamente agli eventi contemporanei, delle tematiche molto diverse.
All’inizio della sua carriera si è concentrato sugli argomenti religiosi metabolizzando alcuni episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento tanto da attualizzarli ai diversi eventi della vita. Poi la sua attenzione si è polarizzata anche sugli aspetti astratti dell’arte, con un interesse che poi ha risolto in una parentesi sperimentale e finalizzata alla ricerca. Da anni ormai affronta il tema del sacro da dove ha tratto molti spunti. Infatti, è quest’ultimo ambito quello in cui Leonardo ha trovato più stimoli e dove ancora continua intensamente la sua ricerca artistica. Dopo aver approfondito più e diversi materiali dal bronzo all’argilla ed avendo sperimentato differenti formati ormai l’artista ha optato per un materiale totalmente gestibile come la ceramica e per una dimensione standard come quella delle opere in mostra.
Ogni opera è concepita da Leonardo come un momento sacro e viene da lui realizzata anche in brevissimo tempo perché l’idea è già in mente e l’artista non si avvale mai di bozzetti preparatori. Leonardo è molto legato al pubblico. La creazione come atto è un momento molto intimo e poco a poco ne sta riscoprendo i valori che il mondo antico ci ha lasciato in eredità. E’ un percorso sempre aperto a nuove indagini, vive di suggestioni e di emozioni che scaturiscono dalla realtà dell’insegnamento, dall’essere padre e dal suo essere artista recettivo al panorama sociale.

Cecilia Cammarata
cecicammarata@terra.es

 

Leonardo Alimandi divide da molti anni la sua ricerca come scultore con l’insegnamento delle tecniche artistiche nelle scuole medie superiori. Per questo quinto appuntamento di FUORILUOGO propone delle opere in ceramica. Artista con diverse commissioni pubbliche e premi alle spalle non nasconde oggi un certo disinganno per il compromesso fatto tra l’emergenza artistica oggettivata quotidianamente e l’aspetto scolastico. Tra la didattica e il suo percorso estetico c’è però spesso un’empatia, un rimando innegabile. I lavori che presenta sono scaturiti anche in funzione di una memoria collettiva che va coltivata con la dovuta attenzione; La “Madre di Beslan” tragicamente ricorda l’orrore del massacro avvenuto nella città dell’Ossezia.
I lavori di Leonardo Alimandi rievocano la scabra arcaicità plastica del primo Martini. Nelle sue opere è visibile un discorso teologico, un desiderio riflesso di una condizione umana dettato anche da un privato accostamento a temi personali che si riallacciano al sacro, ricordandoci che non siamo fatti solo di dialettiche economiche. Presenza-assenza sembra essere il tema su cui sviluppa la sua poetica. Il lavoro di Alimandi in questi ultimi anni si è sempre più accostato ad una ricerca sulla riapprovazione di un enigma che non è però confinato in un rapporto univoco con le religioni istituzionali; “Diis Manibus” è ad esempio un’opera che circoscrive un desiderio di appartenenza, non necessariamente d’identità, la riapprovazione di una presenza che, come in una Eneide post moderna, riscopre il culto degli antenati, fantasia proiettiva su un passato epico e rigoroso.

Roma, 18 febbraio 2006
Fabio Pinelli
bolchich@inwind.it

 

La più recente produzione artistica di Leonardo Alimandi, esposta in occasione della mostra “Fuori Luogo”, inaugurata a Roma il 18 febbraio 2006, si distingue per la complessa stratificazione del linguaggio espressivo e per l’ampiezza dei riferimenti culturali che intervengono a schermare e trasfigurare i richiami della memoria.
Il gusto per l’arcaismo e la semplificazione formale sono accentuati da un materiale di antica tradizione la terracotta.
Accanto alla predilezione per il clima sospeso e per gli spazi rarefatti, le sue figure si impongono per forza ed essenzialità plastica e vivono di una calda, carnale vitalità.
Nelle sue sculture non c’è mai un divario tra fatti e sentimenti, alla cronologia della vita corrisponde
quella delle opere.
Più che in passato la sua arte diventa, in questo periodo, espressione religiosa, non tanto come illustrazione diretta, inequivocabile di motivi religiosi, come l’arte cristiana (che fa parte del suo precedente percorso artistico), ma come riflesso dell’opinione che l’arte in sé sia qualcosa di intrinsecamente religioso, come lo era per gli antichi greci.
L’archetipo rappresentato dal suo “San Sebastiano” non è, infatti, di ordine trascendente o devozionale ma risponde ad un’implicazione umana, ad una partecipazione passionale, che fa riferimento ad una sofferenza dell’uomo e al suo destino.
Il valore drammatico ed evocativo della scultura viene espresso attraverso l’impeto e l’esasperazione delle movenze plastiche .
Le opere di questi anni (2000- 2003) vengono intimamente vissute dall’artista. Nei lavori più recenti ( 2005-2006) si accentua un bisogno di genuina liricità. Nella “Madre di Beslan”, assoluto e quotidiano trovano il modo di compenetrarsi, senza confondersi del tutto, in qualcosa di nuovo, senza mai poter fare a meno l’uno dell’altro.
La figura bloccata, preservata, come in un’ invisibile cappa di vetro, riesce a emancipare la propria naturale caducità dai mutamenti del tempo, senza però rinunciare al suo contatto con un tragico evento contemporaneo.
Sempre importante il colore, liquido e trasparente in alcuni punti, occhieggia in altri da ferite aperte, come bruciature inferte alla materia con valore di chiaroscuro.
In “Diis Manibus”, Leonardo Alimandi, utilizza due qualità  fondamentali del suo essere scultore: esperienza tecnica e acquisizione di nuovi dati formali.
Nel suo mansueto Olimpo di piccole divinità quotidiane, domestiche, la compostezza e l’eleganza delle due figure rievoca l’iconografia etrusca  della “Kline” funebre.
I solchi impressi nella terracotta vengono condotti in modo rituale in simbiosi con la consistenza profonda della materia .
Il tratto teatrale delle sue sculture e la sua propensione ad allestire prosceni, messe in scena potenziali, prende corpo nell’opera “Memento homo”.
Il pathos creato dalla struttura compositiva della scena traduce un moto dell’anima legato al senso di colpa, una colpa metafisica, slegata da un concreto avvenimento, intesa come incapacità di partecipazione e di adeguamento alla realtà.
La scultura appare una sintesi delle arti e nelle sue opere l’artista cerca ora il rapporto con la pittura, con la scelta, in alcuni casi, di un colore anticlassico che si oppone  alla neutralità della materia, ora il rapporto con l’architettura, come sede storica della memoria e della identità, implicante la meditazione sul modello che ritorna, perché legittimato dal peso dell’Antico, rielaborato e adattato alle circostanze.
Le sue doti di affabulatore e costruttore di “città invisibili” , confermano che l’arte esplicita è in sé conchiusa. L’arte suggestiva, come quella di Alimandi, è illimitata e profonda quanto può renderla l’immaginazione dello spettatore e degli interlocutori privilegiati dell’artista : i suoi piccoli allievi.

Roma, 18 febbraio 2006
Raffaella Rinaldi
raffaella.rinaldi@studiproarte.it

 

Premio Quadriennale - NOBEL DELL’ARTE - Montecarlo, 29 ottobre 2005
Artista Premiato: LEONARDO ALIMANDI

Un’Artista che ama esternare le sue deduzioni con infinita creatività, riepilogando la sua sensitiva ed enigmatica dimensione creativa.
Le sue emozioni prendono forma coinvolgendo le nuove atmosfere proiettate oltre i confini della sua realtà, esternando l’interiorità della sua sintesi evocativa.

Prof. Mariarosaria Belgiovine

 

NOBEL DELL'ARTE 2005
Grande attesa per la consegna del Nobel per le Arti Visive a Montecarlo


C’è atmosfera di grande attesa per l’edizione del Premio Quadriennale NOBEL DELL’ARTE.
La manifestazione si svolgerà nelle sale del Metropole Palace a Montecarlo il prossimo 29 ottobre 2005.
Saranno premiati Artisti segnalati dalla critica per il loro impegno e per la loro attività espositiva.
Artisti valutati da critici, galleristi ed editori d’arte presenteranno ancora una volta le loro opere a Montecarlo durante la giornata di premiazione.
Le opere saranno commentate in sala dai critici presenti, mentre all’artista sarà consegnato il trofeo Premio Nobel con diploma e motivazione critica scritta.
Alla cerimonia prenderanno parte:
dottor Giorgio Falossi, prof. Mariarosaria Belgiovine, prof. Francesco Chetta, prof.Gerard Argelier, prof. Alfredo Pasolino, dott. Elena Cicchetti.

Hotel Metropole Montecarlo..Place du Casino Montecarlo

Nella Reggia Vanvitelliana di Caserta la prima

Biennale delle Arti dell' Unità d'Italia

Caserta 12-26 dicembre 2004

 

La fase di ristagno dell'Arte Nazionale cerca di trovare nuova linfa e nuovo impulso nelle sale della Reggia Vanvitelliana di Caserta. La prima Biennale delle Arti dell'Unità d'Italia sarà inaugurata il giorno 12 Dicembre alle ore 17.00 presso il Teatro di Corte alla presenza di noti rappresentanti del mondo artistico italiano nonché del mondo politico-istituzionale. L'iniziativa, dovuta al sodalizio tra Paolo Feroce e Roberto Ronca del “Centro d'Arti Visive Area51” di Teano, vedrà la partecipazione, tra gli altri, dello “Studio F.22”; della Galleria di Arte e Design “Gard” di Roma; della Galleria d'Arte l'Alfiere di Torino; della Associazione Culturale “Soqquadro” di Roma; della HoldenArt di Torino.

Nella Sala Bianca sarà allestita un'Antologica di Mario Schifano, a cura del Prof. Gian Carlo Iosimi, mentre, nelle 40 Sale del Museo dell'Opera e del Territorio della Reggia di Caserta, arricchite con i cimeli storici dei Borbone, saranno esposte opere rappresentative delle giovani realtà artistiche nazionali per la pittura, la scultura, la fotografia, le installazioni e l' arte digitale. Qui troveranno spazio, inoltre, le opere di grandi Maestri del ‘900 e collezioni private, nelle quali figurano opere di Balla, Festa, Ceccobelli, Angeli, Scanavino, Sughi, Caporossi, Dorazio, Perilli.

Non poteva mancare la performance di otto artisti dedicata al lancio mondiale del set dei colori per l'encausto brevettato dalla “Ferrario Color”.

Completa l'esposizione la Collezione della Biennale, composta da opere di grandi Maestri nazionali ed internazionali, tra cui Bachis, Benetton, Buttò, Cascella, Costalonga, Donzelli, Lenner, Manera, Patroni Griffi, Soulè, Tornquist.

La Biennale, visitabile dal 12 al 26 dicembre 2004 , prevede concerti dell'Associazione Musicale Iervolino a cura del maestro Antonino Cascio ed un Recital della pianista belga Marie Angel Thomàs .

E' previsto, nella primavera del 2005, nel Teatro di Corte, un Seminario - Spettacolo dal titolo “Atteone a Caserta”, creato espressamente per l'occasione dalla “HoldenArt – Percorsi Narrativi” di Torino . Interverranno l'esperta di giardini Renata Lodari; l'attrice teatrale Lucilla Giagnoni; lo scrittore, saggista e traduttore Luca Scarlini ed il curatore del Guggenheim di Venezia Luca Massimo Barbero.

Presenzieranno all'inaugurazione, quali sostenitori della Biennale, Giovanna Petrenga, Soprintendente BB.AA.AA di Caserta; Maria Cristina Guidotti, Soprintendente del Museo Egizio di Torino; Elvira D'Amicone, Direttrice Museo Archeologico di Firenze; Ermanno Corsi, Presidente Ordine Regionale dei Giornalisti; Luigi Falco, Sindaco di Caserta; Riccardo Ventre, Presidente della Provincia di Caserta e membro del Parlamento Europeo; Raffaele Picierno, Sindaco di Teano; Gianluigi Santillo, Sindaco di San Potito Sannitico; Andrea De Liberis; Amedeo Tarsia in Curia, Vice Presidente del Touring Club Italiano; Davide Tizzano, campione olimpionico di canottaggio; gli onorevoli Nicola Cosentino, Mario Landolfi, Clemente Mastella, Pietropaolo Ferraiuolo.

Per informazioni e prenotazioni visite guidate: www.biennaleitalia.it – 0823.658081 – 347.6229356

L'Ufficio Stampa Cell. 330.350501

 

PREMIATI 100 ARTISTI AL TROFEO DEI DOGI 2004

Si e' conclusa sabato 7 febbraio la premiazione degli Artisti selezionati al Trofeo dei Dogi 2004, nella sala Cassiopea dell'Hotel Cenobio dei Dogi di Camogli.
Sono intervenuti tutti i componenti della Commissione critica di Euro Art Expò, ospite il dottor Italo Manucci, vicesindaco di Camogli.
Gli Artisti presenti hanno portato una loro opera che è stata esposta in sala per la durata della premiazione.
Il prof. Alfredo Pasolino ha commentato le opere di ogni artista in diretta, elogiandone i contenuti tecnici e creativi, mentre l'artista riceveva la sua targa ed il diploma.
La presenza del vicesindaco dottor Italo Mannucci ha reso la giornata di premiazione significativa per quanto concerne la partecipazione della autorità comunali ad eventi culturali.

Il dottor Mannucci ha presenziato per tutta la durata della premiazione, consegnando personalmente targhe e diplomi agli artisti premiati.
Al dottor Mannucci sono state consegnate due litografie dell'artista François Larné, un originale creazione con fumo di candela su ceramica, realizzata in estemporanea dall'artista Tullio Grassi, e per finire il bozzetto di una scultura di Pino Carcelli.

Alcuni artisti hanno inoltre ricevuto premi aggiuntivi per partecipare a mostre organizzate in Italia e all'estero.

Ed ecco i nomi degli artisti premiati con il Trofeo dei Dogi a Camogli:
Adelaide, Alimandi, Amoia, Anziani, Arezzi, Arrigucci, Aulino, Barbujani, Barletta, Basti, Feltrami, Benedetti, Biondi, Borgalli, Boscardin, Bruni, Burger Fagiani, Campanaro, Capone, Carcelli, Carducci, Conversano, Cataldi, Cella, Cicchetti, Contarino, Coppolino, Cordero, Costigliola, Cota, Danieli, de Buysscher, de Matteis, De Vuono, Di Carlo, Di Tonno, Farace, Fera, Fioravante, Fonti Forestiere, FRank, Giorgio, Gonano, Grassi, Grossom Guaschino, Katzarska, Larne', Lazzarato, Loffredo, Lo monaco, Luna, Macò, Marchio, Mariani, Massimo, Marino, Masoli, Mazzetti, Mazzullo, Melchioretto, Melis, Monti, Moretti, Moro Visalli, Murrone, Niceta, Nitti René, Obertino, Parkinson, Pasquinelli, Pellerano, Pertichini, Pignatti, Poerio, Porpora, Prandi, Raffaldi, Riva, Rizzello, Rossetti, Rossi, Ruberto, Ruggieri, Sacripante, Saitta, Sardo, Sblendorio, Scoli, Secondini, Serrao, Solinas, Tornese, Vasile, Vecchi, Ventura, Verdecchia, Versetti, Vignolo, Volpi, Zinzanella.

www.newartpromotion.it

Leonardo Alimandi privilegiato dalla filosofia del Duende dà anima alla materia con un gesto dinamico e sensuale.

Testo critico di Mehran Zelli ESPERIENZE D'ARTE alla Torretta Valadier di Ponte Milvio

 

A PORTOVENERE SABATO 29 NOVEMBRE LA CERIMONIA DELLA CONSEGNA DEL PREMIO ART COLLECTION 2003

Nella stupenda cornice di Portovenere, accolti dal meraviglioso Grand Hotel di Portovenere, Artisti provenienti da ogni parte d’Italia si sono dati appuntamento per assistere alla cerimonia di premiazione a loro dedicata.
Ad accoglierli, il comitato critico di New Art Promotion al completo, composto da Francesco Chetta, Alfredo Pasolino, Gerard Argelier, Mariarosaria Belgiovine, Jean Jacques Segall.
Inoltre è giunto ospite graditissimo il sindaco di Portovenere, dottor Gianfranco della Croce, che ha assistito a tutta la manifestazione protrattasi per circa due ore.
Il dottor Della Croce si è mostrato entusiasta della cerimonia, ed ha commentato in modo favorevole la presenza degli artisti premiati a Portovenere, poiché lui stesso come primo cittadino, è acceso sostenitore dell’arte in tutte le sue forme.
Mariarosaria Belgiovine ha definito “l’intera città di Portovenere un’opera d’arte naturale, un connubio fra mare e monti che si sposa perfettamente traducendo emozioni e sensazioni davvero molto forti, specialmente se si osserva la città dall’alto, percorrendo le sue suggestive passeggiate che si snodano fra i vicoli costeggiati dalle tipiche abitazioni del luogo.
La musica del mare accompagna la vita lavorativa quotidiana di questi abitanti, che hanno la fortuna di vivere a stretto contatto della natura nella sua espressione più pura e significativa.
Insomma, a Portovenere non si può andar via senza la promessa di ritornarci...”

Panoramica delle 5 terre

E così per i numerosi artisti ed accompagnatori che hanno visitato per la prima volta Portovenere, è stato un suggestivo motivo d’incontro, accolti dalla graziosa ospitalità della gente e delle strutture alberghiere del luogo.
La premiazione ha avuto luogo sabato 29 novembre, nelle sale del Grand Hotel di Portovenere; ogni artista premiato ha presentato una sua opera, per la quale è stata assegnata una motivazione critica del prof. Gerard Argelier.
Anche il prof. Pasolino ha voluto aggiungere un breve commento critico alle opere premiate, esauriente e competente come sempre.
La direzione di New Art Promotion ha voluto omaggiare la presenza del sindaco di Portovenere con il dono di un’opera d’arte, da parte del prof. Francesco Chetta.
Anche uno degli artisti premiati, lo scultore Pino Carcelli di Berceto (Pr), ha deciso di sua iniziativa di fare omaggio al sindaco di una sua scultura dal titolo Le sorgenti della Vita, motivando la sua decisione per la profonda ammirazione che ha suscitato la presenza del sindaco ed i suoi discorsi sull’arte e l’ospitalità.
Gli Artisti premiati hanno ricevuto una targa con il proprio nome ed il diploma, che attesta l’assegnazione del Premio Art Collection 2003 Grandi Firme dell’Arte Contemporanea 2003.

Commissione New Art Promotion

Il comitato critico di New Art Promotion rinnova il suo ringraziamento alla città di Portovenere ed in particolare:
Dott. Della Croce, Sindaco di Portovenere
Dott. Monti, direttore del "Grand Hotel di Portovenere"

Ingresso Grand Hotel

Si rigraziano inoltre le autorità della città di Nizza (Francia) per la preziosa collaborazione, ed in particolare il prof. Gerard Argelier ed il Dott. Jean Jacques Segall.

 

Pubblichiamo i nomi degli Artisti che hanno ricevuto il Premio

Art Collection 2003:

Aglieri Rinella Antonia, Leonardo Alimandi, Katia Amabili, Rosanna Andreoli, Simone Arrigucci, Omero Benedetti, Dayana Bonetti, Anna Borgarelli, Franco Brighenti, Lidia Gangemi, Mary Canobbio, Maria Capone, Pino Carcelli, Maria Francesca Catola, Rosanna Cecchet, Remo Cenciarelli, Alba Centoni, Dino Cerisola, Carmine Conversano, Aldo Corsero, Aldo Damato, Gino Danieli, Antonella Davoli, Sandro De Angelis, Domenico De Bellis, Monique De Bysscher, Giuseppe De Florio, Donata De Matteis, Silvan Dell’Anna, Antonietta Di Carlo, Adriana di Martino, Emanuela Fera, Maria Fioravante, Carlo Geron, Juan Arias Gonano, Tullio Grassi, Ciro Grosso, Rita Guido, Luis Guitierrez, Lucia Dharma Iannilli, Patrizia Iannone, Thea Inclimona, Raffaele Izzo, “Goska” , Arianna Jonghi, Maria Vittoria Lanari, Lorenzo Lantschner, Antonio Larsimont, Fausto Lordi, Lionello Mandorino, Luisa Marangon, Marialuisa Marchesi Holjar, Elisa Martinetti, Enrico Martinetti, Mario Masoli, Mauro Massei, Massimo Mariani, Aldo Maurina, Filomena Melis, Sergio Merghetti, Ammonio Merra, Donatella Mineo, Lino Minneci, Saverio Montesarchio, N.D. Angileri Eid Vita “Annavita”, Venanzina Nespeca, Niceta “Lilia” Liliana, Nitti Rocca Renè, Davide Pacini, Carmen Palladino, Maria Eliana Parente, Fernanda Pignatti, Maria Piratino, Grazia Porro, Mansueto Luciano Prandi, Piero Rasero, Giuseppe Rini, Salvatore Rivela, Mariella Romano, Alessandra Rossetti, Adalberto Rossi “Rush”, Nicola Ruberto, Renata Ruggieri, Giovanna Sacripante, Rita Saitto, Francesco Savino, Ernesto Schiano, Claudio Secondini, Nazario Serra, Franco Serrao, Paola Silvestri, Paola Silvestrini, Anna Lia Spagnoli, Roby Sperber, Filomena Stilla, Anna Maria Valgimigli, Vincenzo Vento, Roberto Verdecchia, Vittorio Zani, Mario Zarini, Antonio Zinzanella, Stefania Zupi.

LA NAZIONE :: Martedi 16 dicembre 2003

" II ricorso a materiali eterocliti costituisce la caratteristica della ricerca artistica di Alimandi. Gli oggetti, recuperati dalla realtà quotidiana e sottratti al loro fine abituale, vengono aggregati con geometrie di semplicità duchampiana. Alimandi compone con essi i frammenti di una realta vissuta ordinati con una nuova funzione socratica: aforismi di un viaggio nell'inconscio. La gomma della bicicletta ed il suo pneumatico diventano cosi amplificatori di suoni interiori ".

PREMIO ART COLLECTION 2003
Portovenere - 29 Novembre 2003

Comunicato stampa
Dopo il grande successo di Noli
° un centinaio di artisti provenienti da tutta Italia e dall'estero hanno aderito con grande entusiasmo e prontezza all'iniziativa
° 2/3 mila visitatori in un mese di esposizione.
° 900 visitatori del sito della galleria www.noliarte.it dove è possibile vedere una panoramica della mostra.
° Ampi consensi di pubblico e di critica
100 ARTISTI Per La PACE Va a Roma!!!
Una selezione di "100 artisti per la pace" verrà esposta a nello Show Room Giuliano Ottaviani in via Laurina, 18 - Roma. Dal 5 al 18 marzo. La galleria sarà aperta tutti i giorni, tranne la domenica, dalle 16 alle 19.30
e martedi e venerdi dalle 11 alle 13.
Concorso / evento organizzato dalla galleria NOLI ARTE in collaborazione con l'Associazione Culturale Eclettica.
Un modo per dire no alla guerra sempre più vicina e dimostrare il desiderio di pace e giustizia nel mondo.

Noli 8 febbraio 2003
SANTO NALBONE

A Noli Cento artisti espongono in difesa della pace
E'stata organizzata in poco meno di un mese ma ha riscosso un immediato interesse e partecipazione da parte di artisti affermati e di giovani alla prima esperienza che hanno risposto con entusiasmo alla proposta di esporre le proprie opere in una mostra a sostegno della pace e contro la guerra. "100 Artisti per la pace" è il titolo della mostra-concorso, allestita nella galleria "NoliArte" in via Portici della Repubblica11, a Noli ed organizzata da Santo Nalbone, titolare della neonata galleria. L'esposizione, inaugurata lo scorso sabato 1 febbraio con il patrocinio del comune di Noli, è già stata visitata da oltre mille persone. Le opere esposte sono arrivate da tutta Italia ed alcune anche dall'estero. Le tecniche utilizzate dagli artisti sono varie,dall'olio su tela alla tempera,dalla lavorazione su legno a quella su vetro ma unico è il messaggio che arriva al
visitatore: un chiaro dissenso alle atrocità ed ai terrori della guerra che emerge chiaramente dagli occhi di un bambino impaurito tenuto stretto tra le braccia del papà ma terrorizzato dalla canna di un fucile impugnato da un soldato, dipinto su tela. E non meno significativa la colomba che tenta di ritrovare la libertà uscendo dalla fitta maglia di una rete metallica, dipinta da De Paoli di Savona o dall'esplosione di colori che caratterizza l'opera della giovanissima Mara Peloso anch'essa savonese. All'iniziativa ha partecipato anche la scuola elementare di Noli che ha realizzato l'albero della pace. La mostra, visitabile tutti i giorni dalle ore 15 alle 18 fino al 28 febbraio a Noli, dal 1 al 15marzo si trasferirà a Roma in via Laurina, presso la sede dell'associazione culturale"Eccletica". "Stiamo trattando anche con la città di Torino la possibilità di esporre una selezione delle opere anche nel capoluogo piemontese - dice con soddisfazione Santo Nalbone -Sono davvero molto contento della risposta corale ricevuta dagli artisti ma soprattutto dai tanti giovani che, alcuni alla prima esperienza, hanno realizzato un'opera appositamente per questo evento. E' stato proprio questo manifestato desiderio di esprimersi a favore della pace a commuovermi maggiormente ed a convincermi che la mostra non poteva chiudersi in un mese ma doveva portare il messaggio di pace nel maggior numero di località possibile". Il pubblico può esprimere il suo voto a favore di tre opere preferite tramite una tessera apposita consegnata al termine della visita. L'artista autore dell'opera vincitrice avrà diritto ad esporre i propri lavori per due settimane nella galleria Noli Arte. L'intera mostra è visitabile anche sul sito internet www.noliarte.it, visitato in appena quattro giorni da oltre quattrocento "internauti". Gli artisti provengono da ogni parte d'Italia, ma anche dalla Francia, dall'Olanda. Tra i savonesi già noti, ci sono Rosanna La Spesa e Pietro De Paoli, ma anche altri. La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle15 alle 18. La galleria è in via Portici della Repubblica, 11
.

Silvia Andreetto

IL SECOLO XIX
Martedì 11 Febbraio 2003


ALBA
Alla Galleria Alba, corso Porta Po 82/a, oggi alle ore 17 si inaugura la mostra di pittura, grafica e fotografica “Parallelismi convergenti”..

LA NUOVA FERRARA
Sabato 22 Giugno 2002

Parallelismi artistici
Alla galleria d’arte moderna “Alba” in corso Porta Po 82 si apre alle 17 una mostra di pittura, scultura, grafica e fotografica intitolata: “Parallelismi convergenti”. Partecipano artisti di varie nazionalità europee che mettono a confronto le diverse tecniche e correnti.

IL RESTO DEL CARLINO
Sabato 22 Giugno 2002

Successo per la scultura del '900
Guglielmo Giovagnoni
Lo scorso 20 ottobre, alla presenza del Sindaco di Perugia Renato Locchi, dell'Assessore alla Cultura Anna Calabro, del vice Presidente del Consiglio Comunale Paolo Orsini Federici, del Direttore dell'Accademia di Belle Arti di Perugia Edgardo Abbozzo, di docenti universitari, di artisti e varie personalità oltre numerosi soci dell'Associazione Culturale "L.Bonazzi", è stata presentata la mostra "Simboli ed opere scultoree di artisti del '900 umbro". Ideatore ed organizzatore della serata è stato il Maestro Franco Venanti e il luogo, il giardino adiacente la sua abitazione curato dalla moglie Zaira. Il giardino a terrazza, così come può essere concepito in una delle ripide zone della nostra città, con gli alberi, le siepi, i rampicanti, i fiori che l'attardata stagione quasi estiva rende ancora più rigogliosi, i vialetti che lo collegano all'abitazione del Maestro, i capitelli ed altri reperti sembrano far rivivere quei paesaggi che solitamente il tempo in cui viviamo non concederebbe se le abili cure di Zaira non si prodigassero. Lungo i sentieri, tra i cespugli che fanno da cornice, si possono ammirare numerose opere scultoree di artisti del '900 umbro: Edgardo Abbozzo, Leonardo Alimandi, Massimo Arzilli, Carla Berti, Angelo Biscarini, Artemio Giovagnoni, Sauro Malfagia, Daniele Mancini, Venusto Mignini, Gracco Mosci, Bruno Orfei, Giancarlo Santi, Pilade Trabalza, Franco Venanti. Introducendo la serata, il critico d'arte Eugenio Gianni ha passato in rassegna le opere e gli artisti, ha rivolto plauso all'iniziativa di Franco e Zaira Venanti in quanto lo scopo non è solo di raccogliere ma di tramandare ai posteri le opere che gli artisti hanno lasciato nel tempo. Un esempio di questo esiste solo in Toscana con i1 "Giardino di Spoerri" situato nei pressi di Arcidosso (GR). Poi la dottoressa Alessandra Migliorati ha sollecitato le istituzioni ad una maggiore attenzione per favorire l'accesso ai giovani al mondo dell'arte. Quindi il dr. Giuseppe Soderi si è cimentato nella ricerca del valore simbolico di "quelle formelle e pietre sapientemente collocate" nella parete esterna della casa di Franco Venanti che egli definisce "personaggio unico ed imprevedibile che affascina e sconcerta", dando ad esse un significato iniziatico di elevazione spirituale (es. i cherubini, l'aquila, Petaso,la rosa, il leone, il triangolo equilatero quale simbolo di una divinità universale...). Il Sindaco Renato Locchi prendendo la parola, si è mostrato molto compiaciuto dell'iniziativa di Venanti e ha esposto i progetti dell'Amministrazione Comunale nel campo della Cultura nel prossimo futuro dalla grande mostra delle opere del Perugino alle altre iniziative di minore dimensione tese a favorire e a diffondere la cultura e l'arte classica e contemporanea della nostra città. Il maestro Venanti ha quindi ringraziato il Sindaco, le autorità presenti e tutti gli intervenuti invitandoli ad un assiduo dialogo tramite incontri frequenti su arie tematiche di interesse generale.

LA RAPUBBLICA
CULTURA & SPETTACOLI
Venerdì 26 ottobre 2001

Mostra ideata e realizzata da Venanti
Simboli e opere scultoree di artisti del novecento umbro
PERUGIA ? Presenti il sindaco di Perugia Renato Locchi, l'assessore alla cultura Anna Calabro, gli artisti e rappresentanti del mondo universitario, e varie personalità, oltre che numerosi soci dell'associazione culturale "L. Bonazzi", sabato scorso è stata presentata la mostra: "Simboli ed opere scultoree di artisti dei novecento umbro". ? Ideatore ed organizzatore della serata è stato il maestro Franco Venanti. L'iniziativa si è svolta nel giardino adiacente la sua abitazione curato sapientemente dalla moglie Zaira. Nel giardino, fondendosi perfettamente con l'ambiente si potevano ammirare le opere di: Edgardo Abbozzo, Leonardo Alimandi, Massimo Arzilli, Carla Berti, Angelo Biscarini, Artemio Giovagnoni, Sauro Malfagia, Daniele Mancini, Venusto Mignini, Gracco Mosci, Bruno Orfei, Giancarlo Santi, Pilade Trabalza e ovviamente del padrone di casa. La serata è stata introdotta dal critico Eugenio Gianni che ha plaudito all'iniziativa unica nel suo genere salvo un analogo caso in Toscana con il giardino degli Spoerri. Il dottor Giuseppe Soderi ha interpretato i1 messaggio delle formelle collocate nella parete esterna della villa di Venanti, dando ad esse un significato iniziatico di elevazione spirituale (i Cherubini, l'Aquila, la Rosacroce, il Leone, Pegaso, il Triangolo equilatero simbolo della divinità universale).
Il sindaco Renato Lacchi si è compiaciuto con Venanti per l'iniziativa apprezzandone la finalità di mettere in luce la cultura e l'opera degli artisti umbri, tutto ciò in piena sintonia con la politica culturale del comune di Perugia.

CORRIERE UMBRIA
Giovedì 25 ottobre 2001

Promossa da pubblico e istituzioni la mostra dell' Associazione culturale perugina "L. Bonazzi"


L'associazione Luigi Bonazzi e la scultura del `900 umbro
Sabato 20 ottobre l'Associazione culturale Luigi Bonazzi presenta un avvenimento di sicuro interesse artistico e culturale infatti alle ore 16,30 in via XX settembre 16, nel giardino della casa del presidente del sodalizio culturale, il pittore Fianco Venanti, viene inaugurata una mostra di "Simboli ed opere scultoree di artisti del''900 umbro".
La rassegna che sarà presentata da Eugenio Gianni e Giuseppe Soderi, presenta una parte di quella importante ed imponente raccolta di opere d'arte che Franco Venanti, anche appassionato e competente collezionista, ha raccolto sino ad oggi un po' ovunque. La mostra che è suggestivamente collocata nel giardino di casa Venanti propone opere scultoree dello stesso Franco Venanti e quindi di Edgardo Abbozzo, Sauto Malfagia, Massimo Arzilli, Giancarlo Santi, Bruno Orfei, Artemio Giovagnoni, Angelo Biscarini, Carla Berti, Leonardo Alimandi e Mosci, insomma quanto di meglio l'arte plastica ha prodotto in Umbria nel corso del secolo appena passato.

IL GIORNALE DELL'UMBRIA
Mercoledi 17 ottobre 2001

" Non c'è nota un'esaustiva ricognizione sulla scultura del Novecento in Umbria. Il nome degli artisti che si sono susseguiti, al di là di alcuni richiami, sembrano essersi dileguati anche dalla memoria. Eppure, considerando il frutto delle loro fatiche, rappresentano un panorama di grazia e di sapienza che pochi (e non sempre "addetti ai lavori") riescono ad apprezzare ancora oggi. E il caso di Zaira, che nel suo giardino perugino, conosciuto dagli amici e da quanti ruotano attorno alla casa del maestro Venanti, hanno potuto ammirare. Un giardino come non altri, se si pensa che lo scopo non è solo di raccogliere ma di tramandare ai posteri le opere che artisti di rilievo hanno lasciato nel tempo.
La volontà di portare alla luce tale materiale, che ha rappresentato e rappresenta un momento di grande impegno, è degna di apprezzamento e anche di esempio. Meriterebbe, infatti, una perlustrazione accurata in ogni ambito per catalogare ed offrire ad un pubblico attento il risultato o i segnali che hanno motivato la ricerca e forse anche per capire le ragioni per cui si è passati dalla Figurazione al Cubismo, al Surrealismo, all'Astrattismo, all'informale, ecc. I nomi che invitano ad una corretta valutazione, a dire il vero, non sono poi poco noti, e ci riferiamo a Biscarini, Mosci, Giovagnoni, Venanti, Orfei, Abbozzo, Trabalza e tanti altri, più o meno giovani, che hanno voluto offrire il loro apporto.
Come si è accennato, sarebbe auspicabile un'adeguata ricognizione dèlla scultura in Umbria che, per ovvie ragioni, lasciamo a quanti sino ad oggi se ne sono occupati più da vicino. Per quanto ci riguarda, preme rilevare l'errore di lasciare al declino l'opera di artisti che meritano un serio interesse conoscitivo, indipendentemente dalla scelta di rimanere legati alla tradizione o di seguire il muoversi degli eventi.
Parlare oggi di realismo, come nel caso della scultura di Mignini, o di figurazione, alla quale possono ricondursi Biscarini, Giovagnoni e lo stesso Venanti, ecc. può sembrare anacronistico, fuori d'ogni interesse, almeno da parte dei più giovani. E' tuttavia educativo e corretto, dal punto di vista critico, far presente che nulla è possibile "creare" veramente di "originale", di utile e di comprensibile se non ci si pone in posizione dialettica col passato o se non s'individuano radici storiche. Si può rifiutare la storia o parte di essa, se si vuole, ma non la si può disconoscere. Quello che, ad esempio, le poetiche visuali del Novecento hanno proposto, vale a dire l'azzeramento di "senso" del linguaggio, non rappresenta di per sé una visione utopica, poiché l'esigenza di un linguaggio nuovo è sempre stato un problema degli artisti di sempre. Rivedere o ripercorrere le strade dell'arte non vuol dire necessariamente accogliere le istanze del passato, ma più semplicemente rendersi conto di quanto è stato prodotto e rimuoverlo dalle incrostazioni ideologiche. Qui non è possibile entrare nei meriti di una disquisizione sull'arte del momento, ma ci permettiamo di far presente che una mentalità dinamica come quella di un giovane "informatizzato" può competere con quella del passato, ma rischia di non avere humus sufficiente. In altri termini, una cultura "contemporanea" non è tale solo perché si propone la formazione di nuovi linguaggi ma anche perché si muove all'interno di un passato posto sempre in discussione. Ovviamente, tutto si può rigettare, ma questo non giustifica alcuna innovazione in nome della libera creatività artistica.
Ebbene, seguendo un itinerario facilmente ipotizzabile nel giardino di Zaira, i personaggi che vengono ad occupare immediatamente i pensieri sono diversi; tutti di rilievo. D'altronde non sarebbe possibile ipotizzare diversamente, considerata la logica critica per la quale Venanti accoglie le opere nel .giardino della moglie. Un esempio, questo, che solo in Toscana se ne ha uguali, e precisamente il Giardino di Spoerri, situato nei pressi di Arcidosso (GR), riccamente pubblicizzato dalla Regione Toscana. Le differenze, chiaramente, sono tante, a partire dal numero di artisti e di visitatori, ma anche di scelta: rappresentanti delle ultime tendenze quelli di Spoerri, di collegamento tra passato e presente quelli di Zaira. Nei due casi prevale sempre la medesima passione per l'arte. Peccato, però, che la Regione Umbria non manifesti il medesimo interesse della Regione Toscana. Peccato veramente!
Sulla strada del rinnovamento sironiano si muove Gracco Mosci. I bassorilievi trovano nella figurazione arcaica mediterranea sia omogeneità tematiche sia formali. Eccolo, perciò, a modulare lo spazio con una serie di personaggi a cavallo (Cavalieri) e a realizzare la strutturazione dei piani non con l'ausilio della prospettiva ma con la loro sovrapposizione. Quanto Mosci realizza è già nel programma di rinnovamento che, a partire dalla proposta espressionista degli artisti…
…Al di là della presenza di personaggi come Venusto Mignini che, come abbiamo riferito, rimanda alla compostezza formale della scultura classica (Ritratti) e di alcuni ignoti della scuola umbra fine Ottocento - primo Novecento (Ritratto, Bozzetto per un monumento, ecc.), crediamo utile richiamare l'attenzione sull'opera di due romani: Leonardo Alimandi e Carla Berti. Il primo non può che ricordare l'improvvisazione plastica di Martini, ma anche il repertorio di rimandi storici e morfologici, che trova nel neoespressionismo una valida conferma (Dormiente). Della seconda, invece, colpisce il modellato (Metamorfosi 2000), che Sestili definisce "scabro". ma di raffinata sensibilità, tanto da far vibrare - da espressioni di dolente sfinitezza - luci ed ombre…"

Eugenio Giannì
INCONTRI NEL GIARDINO DI ZAIRA
Perugia, 11 settembre 2001


 
 
 " Nella ricerca di Leonardo Alimandi convivono due anime che si confrontano negli estremi di una sorprendente dialettica: lo spirito ludico e provocatorio delle istallazioni (Senza titolo, 1992; Senza titolo, 1995), in cui il ruolo dell’artefice si gioca tutto nei termini concettuali di una semplice scelta dell’oggetto - quasi ready-made di sapore neodadaista - dialoga con la dimensione figurativa di certe realizzazioni plastiche, in cui l’energia febbrile trova nell’argilla il medium d’elezione. Ecco allora che la materia diventa corpo, si dilata, si contrae, si deforma inseguendo l’idea, in una sintesi espressiva depurata da ogni compiacimento formale e audacemente aperta ad un aggressivo primitivismo. La forma, mai soggiogata dallo spazio, ne è piuttosto l’anima concertante, nei ritmi più concitati o nel pacato fraseggio, laddove l’intreccio dei gesti e l’alternanza dei pieni e dei vuoti obbediscono soltanto al fluire del tempo: i corpi sono ripresi come nei fotogrammi bloccati di un’azione in divenire, di cui l’artista vuoi semplicemente isolare un segmento, lasciando all’osservatore l’intuizione dell’attimo che precede e di quello che segue. In questo senso si possono leggere sia il dinamismo di certe tensioni centrifughe (Corpi in contrasto), che sembrano risolversi in un perpetuo moto circolare o ondulatorio, sia certe accelerazioni espressive: Figura femminile concentra nella forza evocativa del suo essere ritratto parlante lo scambio empatico con l’interlocutore, chiamato a cogliere tutte le sfumature di un incessante e sempre rinnovamento.

Se questi sono gli accenti di un linguaggio scabro e quasi violento, non mancano nelle scelte di Alimandi anche le seduzioni di toni più tenui e meditativi, in cui la materia si plasma nelle pieghe di un trattenuto pittoricismo. E questo il caso di Pensiero, in cui l’essenzialità del gesto si risolve anche in una drastica semplificazione dei piani e in sorvegliate modulazioni della luce. Lo scultore sembra invece del tutto accantonare la sofferta tattilità delle realizzazioni in argilla, quando affronta temi che lo invitano a percorrere la via di un linearismo calligrafico, si direbbe melodico, che intesse le proprie trame con i valori della superficie. In Fontana, diventa allora citazione colta l’impiego dello stiacciato, con il quale viene tradotta non soltanto la provocazione di una prospettiva anticlassica tutta ribaltata nel primo piano, ma anche la bidimensionalità arcaizzante di un modellato intriso di memorie simboliche. Al sinuoso andamento della linea si lega, indulgendo ad una giocosa sinestesia, la sonorità dell’acqua, che sembra quasi smaterializzarsi nelle onde della propria eco mentre il suono si trasfigura in immagine. Una vena di inquietudine, specchio di un’ansia di spiritualità niente affatto scontata, si insinua invece nella rappresentazioni dei temi religiosi, come ad esempio nel Cero pasquale, in cui il dramma si sostanzia nel divincolarsi di un corpo, quello dell’uomo-Cristo, in bilico tra un senso di lacerazione che esita ad estinguersi e la sublimante catarsi. E in questa variegata scelta ditemi e di registri espressivi che si iscrive il percorso di Leonardo Alimandi, ricco di escursioni formali e mai privo di una levità di invenzione che resta intatta sia quando, con l’immediatezza delle sue creazioni plastiche, dà voce alle urgenze del dettato interiore, sia quando, movendosi nelle libere antitesi del contrappunto, limita il proprio intervento - per restare nei termini della metafora musicale - al divertissement di una istallazione vestendo i colorati panni dell’autoironia. "

STEFANIA PETRILLO
Orvieto 16 Giugno 2001

" La violenza plastica di Leonardo gli fa travolgere la materia in un corpo a corpo frenetico che non sempre lo vede vincere; ma non indulge al piacevole e non cade mai nel banale. E dove raggiunge un risultato è sempre incisivo e personale e non può essere ignorato ".
Elena Molè

 
 
" Guardando fuori nel mondo siamo circondati dalla luce, Nella luce muore un mondo passato. Camminando sulla dura materia, la compattezza del mondo ci sostiene. Nella luce irradia come pensiero la bellezza. Nello splendore della bellezza muore, il mondo passato. Il mondo futuro germina nella sua solidità, nella sua forza, nella sua potenza, ma anche nella sua tenebra, nell'elemento volitivo materiale ".
Rudolf Steiner
Da : QUADERNI DI NOVORGANISMO
ARTE CONTEMPORANEA

Catania 19 Giugno 1995 Collettiva 
 
 
" Le sculture di Leonardo insistono su un gioco di tensioni non risolte verso l'esterno, ma imprigionate dentro la materia. Materia duttile e plasmabile, ma che conserva la sua energia vitale; le opere inducono a soffermarci non soltanto sullo scontro di forze plastiche evidenti e chiare, ma sollecitano riflessioni, emozioni su quanto non dichiarano apertamente e che è racchiuso nel loro interno ".
Stefania Santinelli
 
 

  " II ricorso a materiali eterocliti costituisce la caratteristica della ricerca artistica di Alimandi. Gli oggetti, recuperati dalla realtà quotidiana e sottratti al loro fine abituale, vengono aggregati con geometrie di semplicità duchampiana. Alimandi compone con essi i frammenti di una realta vissuta ordinati con una nuova funzione socratica: aforismi di un viaggio nell’inconscio. La gomma della bicicletta ed il suo pneumatico diventano cosi amplificatori di suoni interiori ".

Vincenzo Minutella
Mostra permanente al Museo di Praia a Mare (CS)
 
 

  " Arte come rivelazione - Frammenti proteiformi percorrono in velocità mieliniche vie, combinandosi tra di loro in accostamenti inattesi e suggestivi che si cristallizzano in ribonucleiche immagini. Un lampo di luce abbagliante: Mnemosine, dea della memoria, figlia di Gea (terra) e Urano (cielo) ; Dea dal multiforme aspetto. Prende forma la memoria. Nascono sensazioni ed immagini dal caos dei sogni. Si solidificano e materializzano le visioni: ombre sullo schermo dell'immaginazione che corrono fugaci a ridestare idee vaste ed infinite. Ha origine l'arte: complessa mappa di pensieri e percorsi che conduce nella profondità dell'incoscio. "Suprema poesia" di un atto divino (Accardo Palumbo). "Crogiolo Alchemico" in cui realtà ed immagine diventano proiezioni del sentire e desiderose dell'agire umano (Lo Russo). "Forma essenziale" della mente umana che strappa brandelli di luce colorata e li trattiene dove il caso conduce a peregrinare (Chiarenza). "Catena genetica" di natura infranta (Gallo). "Agglutinazione" di materiali organici, di Beuysiana memoria (Alimandi). "Musica" dai segreti e matematici acccordi (Colusso). Ecco l'evento creativo: Desidero di infrangere schemi convenzionali e ricercare diverso colloquio con la realtà. Un "appello" all'uomo a fermarsi, ad intessere un dialogo con la natura prima che ritorna l'oscurità della memoria ".

Vincenzo Minutella
MNEMOSINE

  " Il motore segreto dell'arte per Leonardo Alimandi è una forza piena e rotonda. Una forza che puo essere indifferentemente plastica o concettuale, ma sempre consente alle cose di darsi come tali anche nel confronto con tutto ciò che le riconduce a sistema. Alimandi non fa questione di equilibri o di masse, di simboli o di metafore. ma sempre di entità oggettive che stanno per sé e stanno in un insieme, in ogni caso senza perdite e diminuzioni di senso. Un mattone forato attraversato da uno spago e appeso a un chiodo non e l'equivalente di nulla ma è pur sempre un'idea. Un'idea semplice fatta di parti semplici. Così una lastra di materia umida sezionata come per esperimento può accogliere in sè un evento elementare (attrazione, fecondazione. germinazione. espulsione) senza macchia di mimesi, senza piegarsi ad alcuna forma prescritta. Il modo di procedere, in altre parole, dovra essere tutte le volte lo stesso: un soppesare e poi librare nello spazio della comunicazione solo ciò che la mente e gli occhi hanno subito afferrato quale unità a sé stante. ma anche e soprattutto un agire contro il principio di gravitazione universale. un evitare che le spinte si confondano e l'energia perda carattere. Solo in questo senso la materia diviene nuovamente importante, cioe come garante dell'autonomia vera degli elementi in gioco, del loro aver titolo a suscitare conferme piuttosto che semplici risposte. Sara allora non tanto una materia vissuta quanto una materia riconosciuta. saggiata non più in se stessa, ma finalmente nel suo significare palese e quasi sfacciato. Il che è poi come dire che nel lavoro di Alimandi il simbolo continua a star fuori della porta ma la sua ragion d'essere è viva e ben presente a se stessa ".

Paolo Balmas
Da : "Caccia in Velocità"
Centro Culturale - SPAZIO ARTE - Perugia
Dal 6 al 20 Marzo 1993
Collettiva
 
 

 
" Al centro espositivo della Rocca Paolina si è tenuta una mostra intitolata: Tricromie, a cui hanno partecipato: Francesca Monaco di Lapio, Maria Mulas e Osmida. Il testo in catalogo e di Bruno Cora. La galleria Il Sole invece, propone, - come suggerisce il titolo Un omaggio a Mino Maccari, dove saranno esposte opere eseguite dall'artista dal '55 in poi. Mentre alla galleria SpazioArte si è tenuta una collettiva di giovani artisti intitolata: Caccia in velocità, dove sono siate presentate pitture e sculture di Leonardo Alimandi, Gianfranco Groccia, Diego Mazzoni. Vladimiro Migiani, Salvatore Pepe, Filippo Rejszter; i testi in catalogo sono di Paolo Balmas. L'associazione culturale di via Alfani 4/C, a sua volta, ha ospitato una mostra intitolata: Il carroarmato e la luce: elogio della follia, dove sono state esposte le variegate esperienze pittorico espressive delle appartenenti al Gruppo di Lavoro Zurli (ex ospedale psichiatrico di Perugia) ".
Paolo Nardon 
Astrazione di maternità - Flash Art
La prima rivista d'arte in Europa
Anno XXVI - n°174 aprile 1993
 
 
 
" Al Centro Culturale Spazioarte, fino al 20 marzo, opere di Leonardo Alimandi, Gianfranco Groccia,  Diego Mazzoni, Vladimiro Migiani,  Salvatore Pepe,  Filippo Rejszter "

NOTIZIE DA PERUGIA
N. 122 - Marzo 1993
Attualità Internazionale d'arte contemporanea
Perugia

“LiberaMente Arte”

allo studio d'arte Sant'Agata

Sabato 8 novembre 2008 alle ore 18,30 si è inaugurata allo Studio d'Arte Sant'Agata a Roma la mostra di arte moderna e contemporanea "liberaMente Arte", era presente alla inaugurazione l'On.le Paolo MASINI, vice presidente della Commissione Cultura del Comune di Roma. Il Generale Mario DAVITE, appassionato d'arte, le poetesse D.ssa Fiorella CAPPELLI e Pietrina OGGIANU. L'intervento dell'on.le Masini ha inteso sottolineare l'importanza di queste manifestazioni che, nel cuore del centro storico di Roma, offrono la possibilità agli artisti di presentare le loro opere ad un pubblico certamente interessato; lo Studio d'Arte S. Agata è, a parere dell'on.le, uno dei momenti validamente alternativi alle grandi sedi espositive della città eterna. Dopo l'intervento altamente qualificato del Gen. DAVITE, incentrato sulla affermazione della giovinezza di spirito e non del fisico che è caratteriale degli artisti di ogni tempo; si è proceduto alla consegna dei diplomi di partecipazione agli artisti espositori che sono: Leonardo ALIMANDI che nelle terrecotte patinate a freddo esprime grande forza psicologica nell'attento rigore della forma; proponendo una forma di profonda attenzione per l'essere umano. Anna Maria AMATO, la quale nel suo etereo mondo di donna si propone sempre con estrema sensibilità in opere di certa validità artistica dove la tecnica ad olio ben si amalgama con la poesia dell'artista. Delano ANDREOZZI, artista spesso presente che va avanti nella sua ricerca materica sempre arricchita da memorie di grande esperienza artistica verso nuove frontiere. Maurizio APREA, architetto che dalla sua professione trae le scansioni volumetriche che trasfondo in spazi coloristici nelle opere pittoriche affiancati da una vigorosa maniera scultorea. Maurizio BRUZICHES, le sue opere conducono in un viaggio di immagini che, con rutilanti cromie, spaziano in mondi che non appartengono al presente "status". DORA, pittrice serena che, con una tavolozza molto delicata, propone immagini senza tempo che invitano alla riflessione. Giovanni FARRIS, è un artista senza tema di confronto che trasporta con le sue grafiche ed i suoi olii in viaggi trascendenti verso lontani orizzonti dell'animo. Eleonora GRIECO, è una pittrice d'istinto che, dopo una ben definita ricerca approda, con i suoi dipinti in fondo materici, in ricerche verso nuove mete ed orizzonti di altre galassie. Mara LAUTIZI, artista dalle opere che rasserenano, dai toni lievi in tavolozza di pastelli, che inducono ad un pensiero calmo, dolce e riappacificante. Leonide MARANELLA, pittrice che propone opere del "ricordo dell'anima" dai colori vividi, in giusti rapporti cromatici per una "summa" di sostanziale correttezza formale. Lucia MARI, artista che rappresenta la donna nella miriade di sfaccettature che la distinguono; da dolci ballerine a stupende innamorate, con una tavolozza di toni pastello mai invadenti. Valeria MARIOTTI, la pittrice nell'opera presentata propone una visione del mondo, in una ricerca di "moto in stasi", quasi infinita a raggiungere amalgame di colori e piani e volumi di grande attrazione. Rosanna NOCCA, pittrice che si propone ancora una volta in una immagine di rutilanti cromie, in una opera di grande spessore informale che propone interessanti letture all'osservatore. Marisa SPURIO, "Maris" in arte è una pittrice polimorfica che dalla dolce e rasserenante figura di un bellissimo bimbo in tenere cromie di pastello si avventa in un mondo contemporaneo rutilante e fiammeggiante verso nuove frontiere d'arte. La serata è stata conclusa dalla lettura di alcune liriche di Fiorella CAPPELLI, Pietrina OGGIANU, Marisa CAPUTO e Valeria MARIOTTI.

Prof. Alfredo Borghini

La Nuova Voce

Giornale Indipendente Anno I – N. 5 – 21 novembre 2008